Precisazioni in merito all'appello sulla chiarezza e trasparenza nella fase elettorale Rettore UNISA 2025-2031
Graditissim*,
con senso di responsabilità e con il massimo rispetto nei confronti di tutte le componenti istituzionali della nostra Università, ci preme fornire alcune doverose precisazioni in relazione al messaggio pubblico diffuso da uno dei candidati alla carica di Rettore e in particolare ad alcuni passaggi che, sebbene verosimilmente frutto di un comprensibile momento di tensione umana e politica, riteniamo meritino una risposta sobria, rispettosa ma ferma da parte nostra nell'ambito pure di un approccio di massimi sistemi anche sul ruolo dell'attivismo sano e genuino fisiologicamente ìnsito in qualsiasi Comunità sociale.
Pur essendo in gran parte noi salernitani e/o dell'hinterland, precisiamo innanzitutto, a scanso di eventuali strumentalizzazioni, che noi non siamo collegati in alcun modo con il gruppo Facebook dell'aggregazione salernitana di cui si è accennato né ci appartiene lo stile comunicativo con il quale è stata data notizia sui social; nonostante tutto, la notizia è sicuramente di interesse pubblico, motivo per il quale abbiamo il diritto-dovere di porre queste domande anche perché tra l'altro, essendo noi dipendenti, siamo comunque anche e soprattutto elettori.
Il non essere collegati con la suddetta aggregazione, in ogni caso, non ci impedisce di essere attenti fruitori/lettori anche del loro operato che, a torto od a ragione, è assimilabile a tutti gli effetti come pubblico servizio - indipendentemente dalla fondatezza o meno e/o dallo stile comunicativo dei loro contenuti - imprescindibile valorialità di qualsiasi gruppo sociale spontaneamente aggregato nel contesto democratico.
La nostra comunicazione ha avuto fin dall’inizio un tono neutrale, oggettivo e istituzionale, come chiunque potrà verificare leggendone il testo integrale. Non è stato espresso né sostegno né opposizione ad alcun candidato, né sono state sollevate accuse personali o insinuazioni nei confronti di alcuna persona fisica o giuridica.
L’obiettivo esclusivo della nostra iniziativa è stato – ed è tuttora – richiamare l’attenzione sul principio fondamentale della certezza procedurale in fase elettorale. La nostra è stata un’azione ispirata a tutela dell’Ateneo, della stabilità istituzionale, della serenità del corpo elettorale e della piena chiarezza su ogni elemento che possa incidere sull’eleggibilità dei candidati alla massima carica accademica.
In un momento tanto delicato per l’Università, chiedere trasparenza e tempestività nei chiarimenti da parte degli organi competenti non è solo legittimo, ma rientra tra i doveri etici e civici di qualunque membro responsabile della Comunità universitaria.
È con rammarico che notiamo come il concetto di anonimato sia stato ancora una volta evocato con accezione negativa, inaccettabile nella dialettica democratica e accademica. Tale impostazione è profondamente ingiusta e pericolosa.
L’anonimato, infatti, non è un crimine né una colpa, ma uno strumento protettivo garantito dalle normative italiane ed europee, nonché da consolidate prassi democratiche, un vero e proprio valore aggiunto specie se usato con oculatezza.
L'anonimato spesso è, purtroppo, una forma necessaria di autotutela in contesti professionali caratterizzati da forti asimmetrie di potere, da possibili ritorsioni o da un clima percepito come poco sicuro.
E sì, lo diciamo con estrema fermezza: noi siamo coraggiosi infinitamente più di quanto si pensi e incommensurabilmente più di coloro i quali sono protetti da "appartenenze" - le più variegate - potendosi permettere il lusso di esprimersi come si vuole perennemente a caccia degli anonimi spesso per punirli nei modi più disparati; essendo noi in servizio in questo Ateneo da tanti anni, lo sappiamo bene e lo sanno altrettanto benissimo tanti nostri colleghi senza nessuna ipocrisia.
Anche per scrivere comunicazioni del genere come le nostre - permetteteci - ci vogliono personalità, senso del dovere e, appunto, coraggio, tanto coraggio più di quanto si ritenga.
Criminalizzare l’anonimato in modo indiscriminato significa, nei fatti, dissuadere chiunque dal porre domande scomode o sollevare riflessioni sensibili. Un tale approccio rischia di creare un clima di autocensura e timori artati, incompatibile con i valori fondanti dell’università, che devono restare pluralismo e spirito critico in ogni sua forma.
In questa fase elettorale – come in ogni fase cruciale della vita accademica – il personale tecnico-amministrativo, insieme a Docenti e Studenti, non è un soggetto passivo. È parte attiva e consapevole della Comunità accademica. Pretendere chiarezza, invocare trasparenza, sollecitare pronte risposte istituzionali non equivale ad attaccare una persona, ma significa esercitare un diritto e un dovere di partecipazione civica.
Abbiamo scelto di esprimerci proprio per evitare che ne nascano di ben più gravi in futuro, qualora si verificassero contenziosi ex post che rischierebbero di gettare discredito sull’intero processo elettorale e sull’Ateneo stesso.
Nessuna norma o regolamento vieta che un gruppo informale di dipendenti, spontaneamente aggregati e uniti da senso civico e spirito di servizio verso l’Istituzione, si esprima pubblicamente in modo ordinato e propositivo quando sono proprio lo Statuto e la regolamentazione interna che richiamano espressamente i principi della partecipazione, pluralismo e responsabilità condivisa.
Non è necessario essere una sigla sindacale, un'associazione registrata o rappresentanti/dirigenti sindacali per esprimere pensieri, proporre riflessioni o rivolgere appelli in buona fede e in maniera autonoma. Il valore delle idee non dipende dalla forma giuridica del mittente, ma dalla qualità del contenuto e dall’etica dell’intenzione ma, probabilmente, in alcuni ambienti vi è la malsana forma mentis con la quale si ritiene che si sia legittimati a pensare, ad agire e proporre istanze esclusivamente in ambienti sindacali connotando tale mentalità culturale, purtroppo, ancestralmente elitaristica ovvero corporativistica.
Comprendiamo – e umanamente condividiamo – che possano esservi stati momenti di disappunto, soprattutto per chi è direttamente coinvolto in una competizione importante e complessa come quella per il Rettorato. Tuttavia, ciò non può giustificare un atteggiamento ostile nei confronti di chi ha posto domande legittime, seppur anonimamente.
È importante aggiungere, infine, una riflessione di natura metodologica. Disponiamo attraverso strumenti legittimi, autonomi e conformi alle normative vigenti, della capacità tecnico-organizzativa concreta di raggiungere una vastissima platea di personale dell’Ateneo nonché i principali organi di informazione locali pure presenti in questa mailinglist.
Una tale forza comunicativa, numericamente parlando, può essere considerata in grado di generare un impatto pressoché pari a quello delle comunicazioni ufficiali dell’Amministrazione universitaria.
Proprio da queste nostre possibilità metodologiche, derivano elevatissime responsabilità: il nostro gruppo, infatti, sceglie con estrema cautela, avvedutezza e pragmaticità tempi, modi e contenuti delle proprie comunicazioni, centellinandole con rigore e rispetto istituzionale, ben consapevoli dell'effetto che potrebbero generare in termini di sensibilizzazione o polarizzazione.
Avremmo potuto assumere toni e modalità diverse, talvolta più incisivi o diretti, anche perché l’anonimato – che pure ci tutela – avrebbe potuto incentivare espressioni ben più aspre. Non lo abbiamo fatto. Non lo faremo. Perché crediamo nella misura, nella correttezza, nella costruzione, nella responsabilità morale che si deve avere quando si parla verso una Comunità ampia, composita e professionale come quella del personale tecnico-amministrativo.
A ciò si aggiunga che le infrastrutture digitali e le piattaforme tramite cui ci esprimiamo sono offerte da un'associazione volontaria italiana sotto giurisdizione italiana reperibile, pertanto, anche a fini legali che, giustamente, impone a chi ne fa uso il rispetto di condizioni d’uso, codici di condotta e regole di civile convivenza. Una qualsiasi violazione ci esporrebbe all’interruzione del servizio come ampiamente risaputo.
In questo senso, la nostra azione è alla luce del sole, regolata e auto-contenuta, fondata su principi di legalità, correttezza e rispetto reciproco. Non agiamo contro nessuno, ma sempre e soltanto nell’interesse collettivo. E rivendichiamo non solo il diritto, ma anche il dovere di comportarci con compostezza, consapevoli che ogni nostra parola ha un peso e una ricaduta sulla vita della nostra Comunità.
La madre di tutte le riflessioni a nostro modesto parere, pertanto, è che, piaccia o non piaccia, anche l'anonimato - se applicato con buon senso - rientra normativamente, eticamente e moralmente nelle "regole del gioco" del sistema democratico di qualunque Comunità sociale, come prevede pure la già citata normativa nazionale ed europea, e ciò va detto con estrema chiarezza, assertività e senza ambiguità alcuna.
Nel rispetto assoluto di tutti i candidati, riteniamo sia cogente acché non venga delegittimato il ruolo attivo dei dipendenti che, sia a viso aperto nonché protetti da anonimato, si impegnano per un’Ateneo più trasparente, più forte e più coeso.
Il nostro messaggio, pertanto, è un invito ovvero una richiesta di garanzia e una manifestazione di amore istituzionale incondizionato verso la nostra Comunità universitaria che, come noto, appartiene a tutti.
Ribadiamo con chiarezza che abbiamo chiesto ciò che in ogni sistema democratico dovrebbe essere scontato. E continueremo a farlo, nel rispetto della legalità, della dignità delle persone e della missione pubblica dell’Università anche perché, come già specificato in altre comunicazioni, in questi mesi ci hanno scritto e continuano a scriverci in privato tant* nostr* collegh* - anche neoassunti - appartenenti trasversalmente a tutte le sigle sindacali nonché, ultimamente, anche i Docenti; segno che c'è vicinanza non solo al nostro gruppo ma anche ai valori ed ai princìpi che cerchiamo di trasmettere a tutti indistintamente in maniera apolitica ed apartitica.
Da ultimo ma non per ultimo, rileviamo con rammarico l'assenza ovvero l'assordante silenzio di una certa parte delle rappresentanze sindacali di Ateneo che assistono, purtroppo, come passivi spettatori alla vicenda.
Sappiamo benissimo che tanti nostri colleghi nei sindacati (e non solo) sono persone serie, preparate, con senso civico e per bene ma, i silenzi, i troppi silenzi su vicende del genere, fanno indissolubilmente sorgere, pertanto, l'interrogativo - e di riflesso anche la risposta - sul perché esistano iniziative del genere come il nostro gruppo che, non riconoscendosi in una parte della rappresentanza, sta facendo ciò che potrebbero e dovrebbero fare le medesime, forse impegnate una parte di loro evidentemente - fortunatamente non tutti - a meri calcoli ragioneristici di opportunità politica perdendo di vista la loro primaria missione istituzionale nel difendere tutti i lavoratori nonché l'integrità dell'Istituzione sempre e comunque.
Recentemente, il Rettore Emerito prof. Raimondo Pasquino ha rilasciato un'interessante intervista su Il Mattino, una preziosa testimonianza sulla necessità di una maggiore democraticità nella nostra Comunità: https://www.ilmattino.it/salerno/salernol_ex_rettore_unisa_pasquino_ateneo_chiuso_meno_democratico_ultime_notizie-8813319.html
Or bene, al fine proprio di annullare eventuali censure sui sistemi di posta elettronica di Ateneo che l'Universutà dovesse attuare, ricordiamo che tutte le nostre comunicazioni sono archiviate pubblicamente al seguente link consultabili liberamente, gratuitamente ed anonimamente da chiunque sul web invitando alla visione periodica indipendentemente da future nostre e-mail: https://noise.autistici.org/pipermail/lavocedelcampus/
In aggiunta, comunichiamo anche di aver attivato un canale di comunicazione riservato per il tramite dell'app anonima "Session" disponibile gratuitamente per tutte le piattaforme a seguito di espressa richiesta che ci è stata fatta da più persone cosicché sia possibile contattarci privatamente al nostro ID: 054ba6e73b7e5d25696b49e1e9f055351828d0517bd311e91eba92b9a65196e455
Con senso di responsabilità.
Un Gruppo di dipendenti UNISA