proposta di ottimizzazione del servizio mensa campus di Fisciano per migliorare l'efficienza organizzativa e l'equità di accesso
Alla Governance Rettorale,
e p.c. al PTA,
si sottopone una questione organizzativa relativa all'accesso al servizio mensa del campus di Fisciano per la quale attualmente rileviamo, a nostro parere, alcune criticità operative che incidono sull'efficienza complessiva dell'Ateneo e sul benessere di tutto il personale.
Come noto, il servizio mensa del nostro Ateneo è accessibile a tutte le componenti della Comunità universitaria: Docenti, Ricercatori, Studenti e Personale T.A.; si tratta di un servizio prezioso che favorisce l'aggregazione e il senso di appartenenza alla Comunità accademica.
Tuttavia, è importante evidenziare che le diverse componenti universitarie sono soggette a differenti regimi normativi per quanto concerne la gestione del proprio orario di lavoro o di presenza:
- Il personale tecnico-amministrativo nella propria giornata lavorativa è tenuto, per espressa previsione del CCNL di Comparto, alla rilevazione presenze tramite timbratura in entrata e uscita, con obbligo di prestare 7 ore e 12 minuti giornalieri con una pausa massima prevista di 10 minuti già compresa nel monte orario complessivo da espletare sul computo totale.
- Docenti, Ricercatori e Dirigenti non sono soggetti a tale sistema di rilevazione, in quanto la natura delle loro prestazioni professionali si configura diversamente sotto il profilo contrattuale;
- Gli Studenti, pur avendo certamente impegni didattici da rispettare, non sono vincolati da obblighi di timbratura né da rigide fasce orarie continuative.
Questa differente configurazione normativa, del tutto legittima e giustificata dalla diversa natura delle prestazioni, genera tuttavia un effetto indiretto che merita attenzione: il personale tecnico-amministrativo, dovendo timbrare l'uscita per recarsi in mensa e l'ingresso al rientro - diversamente si configurerebbe falsa attestazione dalla presenza in servizio sostanziando un illecito penale come noto - è l'unico a dover contabilizzare con precisione il tempo impiegato per la pausa pranzo, con l'obbligo conseguente di recuperare tutti i minuti eccedenti i 10 previsti dalla normativa.
Questo determina, nella pratica quotidiana, le seguenti conseguenze:
1. Concentrazione oraria problematica: molti colleghi del PTA, per evitare le code più lunghe (tipicamente tra le 12:30 e le 14:00), tendono a recarsi in mensa negli orari estremi (dopo le 14:30), con conseguente concentrazione dell'utenza in fasce residuali e sottoutilizzo del servizio nelle ore centrali e, cosa non da poco, la maggior parte delle volte non è possibile fruire del menu completo dal momento che, nella parte conclusiva dell'erogazione del servizio mensa man mano che ci si avvicina alle 15.00, si esauriscono gran parte delle pietanze previste a menu dando poco scelta al personale che, come le altre componenti, paga comunque interamente il servizio;
2. Accumulo di minuti da recuperare: i tempi di attesa in coda, che nelle ore di punta possono facilmente superare abbondantemente i 30 minuti, sommati al tempo necessario per consumare il pasto e agli spostamenti, generano un significativo accumulo di minuti che il personale deve poi recuperare, con impatti sulla flessibilità organizzativa e sul benessere lavorativo;
3. Minore efficienza del servizio: l'impossibilità per una parte consistente dell'utenza (il PTA) di accedere agevolmente alla mensa nelle ore centrali determina un uso non ottimale della capacità ricettiva del servizio.
È importante sottolineare che non si tratta di chiedere privilegi per una componente rispetto alle altre: Studenti, Docenti e Ricercatori hanno parimenti diritto di accedere al servizio mensa e hanno certamente impegni, lezioni, esami e attività di ricerca che richiedono puntualità e organizzazione. La questione non riguarda l'importanza delle diverse funzioni universitarie, tutte ugualmente essenziali alla vita dell'Ateneo.
Si tratta piuttosto di riconoscere che vincoli normativi differenti richiedono soluzioni organizzative che compensino, sul piano pratico, le diverse condizioni di partenza, garantendo a tutti effettiva parità di accesso a un servizio comune.
Alla luce di quanto osservato, si sottopongono alcune proposte operative che potrebbero migliorare l'efficienza del servizio per tutti, senza creare disparità di trattamento e nel pieno rispetto della normativa vigente:
PROPOSTA 1: SISTEMA DI PRENOTAZIONE DIGITALE CON CORSIA DEDICATA
Implementare un'applicazione o un portale web che consenta a tutto il personale (PTA, Docenti, Ricercatori) e agli Studenti di prenotare il proprio pasto con anticipo, indicando la fascia oraria di ritiro preferita.
Vantaggi per l'intera comunità universitaria:
- Per il PTA: possibilità di pianificare con precisione i tempi, riducendo drasticamente i minuti di attesa e quindi quelli da recuperare;
- Per Docenti, Ricercatori e Studenti: maggiore prevedibilità dei tempi, possibilità di organizzare meglio gli impegni didattici e di ricerca, riduzione degli sprechi alimentari grazie alla programmazione;
- Per l'Ateneo: ottimizzazione della produzione, riduzione degli sprechi, migliore distribuzione dei flussi di utenza, dati utili per programmazione futura anche con Analytics AI e predittività;
- Aspetto organizzativo: chi ha prenotato accede a una corsia dedicata con ritiro rapido, chi non ha prenotato utilizza la corsia tradizionale. Questo non discrimina nessuno, ma premia l'organizzazione e la programmazione, a beneficio di tutti.
Per l'implementazione vi sarebbero previsionalmente costi contenuti, numerose soluzioni software già disponibili sul mercato, possibile integrazione con sistemi di pagamento esistenti.
PROPOSTA 2: ARTICOLAZIONE FLESSIBILE DELL'ORARIO DI LAVORO PER IL PTA CHE UTILIZZA LA MENSA
Previo confronto con le Rappresentanze del Personale, definire in sede di contrattazione integrativa modalità di flessibilità oraria specificamente dedicate al personale che utilizza abitualmente il servizio mensa.
Possibili articolazioni:
- Possibilità di anticipare l'orario di ingresso di 15-20 minuti per chi utilizza la mensa, con conseguente uscita anticipata o pausa pranzo più distesa;
- Previsione di "fasce orarie flessibili" in entrata che consentano una migliore distribuzione del personale anche negli orari di pausa;
- Riconoscimento di un "pacchetto minuti mensile" dedicato specificamente all'utilizzo della mensa, nell'ambito della flessibilità già prevista dal CCNL.
Vantaggi:
- Per il PTA: possibilità di accedere alla mensa con minore stress organizzativo, senza l'affanno quotidiano del recupero minuti;
- Per l'Ateneo: personale più sereno e motivato, migliore clima organizzativo, flessibilità che può essere modulata in base alle esigenze delle diverse strutture;
- Aspetto normativo: il CCNL di Comparto prevede ampi margini di flessibilità organizzativa a livello di singolo Ateneo, rendendo questa soluzione pienamente compatibile con la normativa vigente.
PROPOSTA 3: SERVIZIO "TAKE AWAY" / "MEAL BOX" VELOCIZZATO CON ORDINAZIONE ANTICIPATA
Attivare un servizio di asporto rapido che consenta di ordinare il pasto in anticipo (tramite app, portale web o totem) e ritirarlo in modalità "ready to go" presso un punto dedicato, senza necessità di fare la fila tradizionale.
Articolazione del servizio:
- Ordinazione entro le ore 10:30 del giorno stesso;
- Indicazione della fascia oraria di ritiro (con slot di 15 minuti);
- Punto di ritiro dedicato, separato dalla linea tradizionale;
- Possibilità di consumare il pasto in spazi dedicati vicini alle sedi di lavoro o, per chi preferisce, nei normali locali della mensa.
Vantaggi per tutti:
- Per il PTA: riduzione drastica dei tempi (ritiro in 2-3 minuti), possibilità di consumare il pasto vicino alla propria sede riducendo i tempi di spostamento, totale prevedibilità dei tempi necessari;
- Per Studenti con lezioni ravvicinate: possibilità di ritirare rapidamente il pasto e consumarlo tra una lezione e l'altra;
- Per Docenti e Ricercatori: soluzione rapida per chi ha impegni didattici o riunioni serrate;
- Per la mensa: migliore programmazione della produzione, riduzione degli sprechi, decongestionamento della sala principale.
Vi sono in Italia esperienze già adottate con successo in diversi Atenei italiani con un investimento iniziale contenuto e possibile partnership con società specializzate.
Le proposte sopra esposte hanno tutte un denominatore comune: migliorare l'efficienza complessiva del servizio per l'intera nostra Comunità universitaria, riconoscendo che vincoli normativi differenti richiedono soluzioni organizzative che garantiscano effettiva equità di accesso, senza configurare privilegi per alcuna componente.
Il personale tecnico-amministrativo non chiede trattamenti di favore, ma semplicemente che si tenga conto, nelle scelte organizzative dell'Ateneo, del fatto che è l'unica componente soggetta a un rigido sistema di rilevazione presenze che, senza adeguati accorgimenti, può trasformare un momento di pausa e socialità (qual è il pranzo in mensa) in una fonte quotidiana di stress organizzativo.
Le soluzioni proposte - che potrebbero essere implementate singolarmente o, ancora meglio, in combinazione tra loro - non sottraggono alcun diritto alle altre componenti universitarie, anzi: un servizio mensa più efficiente, con minori code e migliore programmazione, beneficia tutti.
Si chiede di valutare la possibilità di:
1. Costituire un tavolo tecnico che coinvolga i Servizi competenti, le Rappresentanze del Personale e i gestori del servizio mensa per approfondire la fattibilità delle proposte;
2. Inserire il tema nell'agenda della prossima contrattazione integrativa di Ateneo;
3. Avviare, se ritenuto opportuno, una fase sperimentale su una delle soluzioni proposte, al fine di valutarne concretamente efficacia e gradimento.
Un gruppo di dipendenti UNISA