Elezioni Rettorali UNISA 2025–2031 – Trasparenza, coerenza e rispetto per la comunità accademica

27 giugno 2025

Graditissim*,

in qualità di dipendenti tecnico-amministrativi dell’Università degli Studi di Salerno, desideriamo condividere con voi alcune riflessioni che riteniamo doverose nel momento di massimo fermento democratico che stiamo attraversando: le elezioni per il Rettorato 2025–2031.

Lo facciamo senza alcuna investitura formale, e tanto meno sotto l’egida di partiti o sindacati. Non parliamo da rappresentanti, ma da lavoratori e cittadini. Ci rivolgiamo a voi, Colleghe e Colleghi, con spirito costruttivo e nel rispetto delle istituzioni, per invitare tutti a un esercizio di consapevolezza.

La fase elettorale in corso si sta rivelando, nei suoi sviluppi recenti, tra le più opache, complesse e frammentate degli ultimi vent’anni ed oltre. Gli eventi delle ultime ore riportati anche da fonti giornalistiche (https://cronachesalerno.it/loia-scarica-la-petrone-si-accorda-con-vecchione-e-tenta-campiglia/) contribuiscono a generare un clima di disorientamento, in particolare tra chi vive il nostro Ateneo con senso del dovere, spirito di servizio e profondo attaccamento istituzionale.

Secondo quanto pubblicato da Cronache di Salerno in data 27 giugno 2025 (https://cronachesalerno.it/negozio/edizione-digitale-le-cronache-27-06-2025-copia-2/) il rettore uscente prof. Vincenzo Loia, storicamente sostenitore della candidatura di Alessandra Petrone, avrebbe improvvisamente ritirato il proprio appoggio, orientandosi prima verso il prof. Vecchione, e successivamente, secondo fonti interne, verso il prof. Campiglia. Tutto ciò, mentre la candidata da lui inizialmente sostenuta — Petrone — è ancora formalmente in corsa. Un cambio di strategia che ha generato, comprensibilmente, un’ampia eco e non poche perplessità.

Nel frattempo, il candidato più votato al primo turno, Virgilio D’Antonio, viene pubblicamente presentato da alcune testate come “il riformatore”, “il volto del cambiamento” come da recente articolo del 26 giugno 2025 su Repubblica a firma del prof. Giuseppe Amoretti del DISA-MIS dal titolo: “Voto per il Rettore all’Università di Salerno, Petrone sconfitta al primo turno” (https://napoli.repubblica.it/cronaca/2025/06/26/news/voto_per_il_rettore_all_universita_di_salerno_petrone_sconfitta_al_primo_turno-424693525/ ) ma parallelamente emergono - come da segnalazione anonima da noi ricevuta da un ricercatore di questa Università - possibili convergenze tattiche e silenziose con una parte della CISL d’Ateneo, in particolare con figure sindacali di vertice già ampiamente discusse nel dibattito pubblico e mediatico per i loro metodi ritenuti, da molti lavoratori, divisivi e non rappresentativi.

Senza contare che, nella stessa succitata segnalazione, il ricercatore richiamava, tra le altre cose, il concorso a tempo indeterminato di una strettissima familiare del suddetto alto dirigente sindacale CISL indetto e concluso nel periodo in cui il prof. D’Antonio ricopriva il ruolo di Direttore del Dipartimento DISPC anche come probabile "contropartita politica".

D'altro canto, potrebbe emergere anche una diversa chiave di lettura e cioè l'artificiosità potenziale di quanto sostenuto dagli organi di informazione veicolata ad arte proprio per sottrarre consenso a chi non si riconosce in D'Antonio e nel suo presunto o reale "abbraccio pericolosissimo" con la CISL che farebbe tornare (anzi, continuare) l'Ateneo sempre in una strada come già delineato in altri articoli di stampa citati di seguito. 

Ci troviamo dunque in un paradosso inquietante:

- una CISL che da mesi dichiara ufficialmente il proprio sostegno alla candidata Petrone;

- la stessa CISL che, secondo indiscrezioni e retroscena, avrebbe anche stabilito legami più forti con D’Antonio, figura che dovrebbe incarnare il cambiamento ma che rischia, in tal modo, di venire percepito come espressione indiretta delle medesime logiche che tanti lavoratori chiedono da anni di superare;

- candidati inizialmente ritenuti indipendenti, che con un possibile endorsement dell’attuale Rettore sembrerebbero immediatamente perdere quella percezione di autonomia tanto apprezzata da parte del personale.

Nel frattempo, alla finestra, resta la prof.ssa Adinolfi, che potrebbe giocare un ruolo decisivo qualora l’attuale frammentazione si trasformasse in un’ulteriore occasione di polarizzazione e riposizionamento degli equilibri interni.

A tutto questo si sommano gli episodi già noti e documentati, che negli ultimi mesi hanno coinvolto alcune sigle sindacali:

Pressioni sui dipendenti per aderire alla CISL
https://cronachesalerno.it/unisa-pressioni-sui-dipendenti-per-iscrizione-al-sindacato/

Lettere alla Procura su pressioni sindacali in vista delle RSU https://www.salernotoday.it/politica/pressioni-adesioni-sindacato-unisa-lettera-procura-dipendenti.html

Esposto ufficiale sulle RSU presentato all'Ateneo https://www.salernotoday.it/cronaca/elezioni-rsu-esposto-universita-salerno-22-aprile-2025.html

Notoria cronica prepotenza dei sindacalisti CISL
https://www.salernotoday.it/cronaca/elezioni-rettore-polizia-allontana-sindacalista-unisa-24-giugno-2025.html

https://www.agendapolitica.it/unisa-voto-rettore-tensione-al-seggio-sindacalista-cisl-allontanato-dalla-polizia/ 

Fatti pubblici, verificabili, che rendono ancora più urgente un interrogativo di fondo: quanto sono trasparenti, autonome e coerenti le dinamiche di questa competizione elettorale?

Non si tratta qui di schierarsi. Né di entrare nel merito dei programmi. Né, tanto meno, di delegittimare candidati o sostenitori.

Il nostro appello è alla lucidità. Alla vigilanza. Alla dignità.

Come personale tecnico-amministrativo, sentiamo di meritare una comunicazione chiara, onesta, non ambigua. Desideriamo candidati che parlino apertamente delle proprie alleanze, non che si nascondano dietro il paravento della “neutralità” mentre tessono accordi di corridoio.

Non contestiamo le strategie, ma l’ipocrisia. Non le scelte, ma l’ambiguità con cui vengono mascherate.

Il silenzio è complice, soprattutto quando a beneficiarne sono logiche che nel tempo hanno generato fratture, sfiducia, amarezza.

È inaccettabile che, nel 2025, a dover sollevare questi interrogativi sia un gruppo informale di dipendenti, mentre molte rappresentanze ufficiali tacciono o si trincerano dietro dichiarazioni formali di “equidistanza”, che rischiano di essere percepite come inerzia tattica o timore di esporsi.

Eppure, la credibilità si misura proprio nei momenti difficili. Il rispetto per il personale si dimostra anche così: mettendo da parte i calcoli e scegliendo la trasparenza, costi quel che costi.

Noi continueremo a porre domande. A osservare. A cercare coerenza. Perché, pur non avendo potere formale, abbiamo voce. E abbiamo coscienza.

Lo facciamo in punta di piedi, ma con determinazione.

Siamo stati definiti “fantasmi”? Forse. Ma preferiamo essere ombre vigili, piuttosto che testimoni inerti.

Un gruppo di dipendenti UNISA