nuova politica di gestione del contenzioso di Ateneo
Al Rettore eletto,
Ai Prorettori della nuova Governance,
e p.c. al Personale Tecnico-Amministrativo,
con l’avvio di una nuova fase di Governance, sentiamo il dovere civico, istituzionale e morale di sottoporre alla Vostra attenzione un tema tanto delicato quanto strategico per la vita del nostro Ateneo: quello del contenzioso giudiziario che, dal 2012 al 2025, ha visto accumularsi oltre 100 casi nei diversi riti – civile, amministrativo e del lavoro – comprendendo tanto i procedimenti relativi al personale Docente in regime di diritto pubblico quanto, in particolare, ben 27 cause di lavoro tra primo e secondo grado riguardanti il personale tecnico-amministrativo in regime di diritto privato. A ciò si aggiungono i numerosi ricorsi provenienti dall’utenza studentesca, specialmente nei settori tradizionalmente più delicati, come le graduatorie e i test di accesso a medicina.
È doveroso e indiscutibile che un’Università pubblica, quale ente statale e datore di lavoro, eserciti il diritto-dovere di difendersi ogniqualvolta siano in gioco valori reali e concreti che ledano la sua legittimità e la sua funzione. Tuttavia, l’esperienza maturata in questi anni da parte nostra in questo Ateneo in oltre 20 anni di servizio, ci porta a interrogarci se tutti questi contenziosi siano stati realmente inevitabili o se una parte non irrilevante potesse essere evitata, prevenuta o risolta in via extragiudiziale con un approccio più dialogico e razionale.
Abbiamo imparato, vivendo dall’interno le dinamiche quotidiane, che non di rado i contenziosi non nascono da autentiche esigenze di tutela, ma da irrigidimenti, da letture e interpretazioni strumentali o addirittura da veri e propri abusi di posizione, sia nei confronti del Personale sia talvolta degli Studenti. Ciò comporta non soltanto un aggravio di costi per l’Ateneo, spesso a carico della collettività, ma anche un pregiudizio reputazionale, alimentando un clima di sfiducia e di conflittualità permanente che indebolisce la credibilità della nostra Istituzione.
Sappiamo bene che i colleghi chiamati a gestire i contenziosi interni – spesso con competenza, dedizione e spirito di servizio – si trovano talvolta sotto pressioni dirette o indirette per assecondare i voleri del "potente" di turno, anziché poter esercitare in piena autonomia e serenità un’analisi laica e rigorosa dei casi. È questo un aspetto che non possiamo più permettere passi sotto silenzio: l’autonomia tecnica e il rispetto della verità dei fatti devono tornare a essere il faro della nostra azione amministrativa, perché solo così si può affermare il senso più autentico di un’Amministrazione Pubblica imparziale.
Se dunque è vero che alcuni ricorsi, in particolare quelli studenteschi, nascono anche da un “uso e costume” di impugnare sempre e comunque, è altrettanto vero che vi sono casi in cui il contenzioso trae origine da inefficienze od incapacità tecnico-professionali di alcune Strutture di Ateneo, da situazioni di ripicche e "faide" personali tra colleghi, da decisioni poco ponderate o da atteggiamenti rigidi che avrebbero potuto essere superati con una più attenta capacità di ascolto, con buon senso e con un approccio orientato alla soluzione dei problemi piuttosto che al loro inasprimento.
In quest’ottica, riteniamo sia arrivato il momento di accendere un faro su queste vicende e di inaugurare una stagione nuova, fondata su trasparenza, responsabilità e razionalità nella gestione dei conflitti. Per questo proponiamo che la nuova Governance valuti l’opportunità di istituire una specifica delega rettorale, un Prorettore o Delegato al contenzioso, con il compito non solo di coordinare e monitorare l’andamento dei procedimenti, ma soprattutto di promuovere una politica preventiva, capace di ridurre i conflitti attraverso pratiche conciliative, mediazioni interne, momenti di ascolto e strumenti di verifica laica e indipendente delle situazioni a rischio. Una figura di garanzia, dotata di autorevolezza, che possa rappresentare un punto di riferimento sia per il Personale nonché per gli Studenti e che contribuisca a far percepire il contenzioso non più come una macchina che si muove “a orologeria”, sotto spinte esterne o interne, ma come l’estrema ratio, la scelta necessaria solo quando non vi sono alternative.
In questo scenario di rinnovamento istituzionale, non possiamo non richiamare due iniziative legislative recentissime che vanno nella stessa direzione: la proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati per il rafforzamento della prevenzione dei rischi psicosociali e della tutela del benessere nei luoghi di lavoro (https://documenti.camera.it/_dati/leg19/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=leg.19.pdl.camera.2309.19PDL0134250), e il disegno di legge approvato dal CNEL per la valorizzazione della fraternità umana nelle comunità aziendali (https://static.cnel.it/documenti/2025/25f181e2-7e1a-4857-8273-8211caf2b5b0/Ddl_n.%205_Fraternit%C3%A0%20umana%20luoghi%20di%20lavoro.pdf).
Entrambe testimoniano come, a livello nazionale, sia ormai matura la consapevolezza che la sostenibilità delle Organizzazioni non può prescindere dalla centralità della persona, dal rispetto della dignità umana, dalla prevenzione dei conflitti e dal rafforzamento di una cultura fondata sulla fiducia, sull’inclusione e sulla responsabilità condivisa. Portare anche nel nostro Ateneo questa visione significa allinearci a un movimento culturale e normativo che vede nel benessere e nella fraternità la chiave per ridurre il contenzioso, rafforzare la reputazione istituzionale e costruire una Comunità universitaria più giusta e coesa.
Per concludere, questa lettera non è solo tecnica, ma anche profondamente valoriale; significa affermare una cultura dell’Istituzione che non piega le regole a logiche di potere contingenti, ma le onora nella loro funzione più alta: quella di garantire giustizia, equilibrio e imparzialità. Significa restituire al nostro Ateneo non soltanto un risparmio di costi e di risorse, ma soprattutto una reputazione fondata sul senso di equità e sul rispetto delle persone, siano esse Dipendenti o Studenti.
Siamo convinti che questo passo rappresenterebbe un segnale forte e innovativo, capace di incidere profondamente sul clima interno, sul rapporto con la Comunità accademica e con la società civile, e di rafforzare la percezione dell’Università di Salerno come istituzione non solo di sapere e di ricerca, ma anche di giustizia e di responsabilità.
Con rispetto e spirito costruttivo, Vi affidiamo queste riflessioni e questa proposta, certi che la nuova Governance vorrà cogliere l’opportunità di inaugurare una stagione di maggiore trasparenza e di autentico buon governo (anche) nella gestione del contenzioso.
Con incrollabile determinazione.
Un gruppo di dipendenti UNISA