nuova stagione di trasparenza e imparzialità nella Dirigenza di Ateneo e Fondazione UNISA

29 ottobre 2025

Alla Governance Rettorale, 
e p.c. al PTA,

rifacendoci alla nostra comunicazione del 29.08.25 circa una nuova politica delle gestione del contenzioso, nei nostri oltre 20 anni di servizio in questa Università abbiamo assistito a dinamiche da clima non genuino, contrapposizioni sterili, mancanza di libertà di espressione; troppe colleghe e colleghi del PTA hanno subìto nel tempo sistemiche prassi ritorsive documentate – trasferimenti improvvisi tra Uffici non concordati, depennamenti nelle progressioni di carriera, contestazioni disciplinari per fatti inventati o usati strumentalmente montati ad arte – atti di vera e propria esacerbazione istituzionale semplicemente per aver proposto idee nuove (che evidentemente davano fastidio ai più) ovvero osato eccepire ciò che non andava, per aver posto domande scomode, per non essersi allineati alla protezione di qualche privilegiato di turno.

Rivendicare trasparenza, equità e legalità non può e non deve essere considerato un atto di ostilità, ma un dovere civico e una responsabilità verso l'Istituzione universitaria che serviamo; tacere per "quieto vivere" significa essere complici di un sistema che, lentamente, erode la credibilità e la dignità di tutti.

Riteniamo convintamente che una Dirigenza realmente "laica" e, dunque, avulsa da cooptazioni politico-sindacali, non asservita a determinate logiche corporative, permetterebbe la creazione e lo sviluppo continuo di un humus istituzionale sereno, sano e genuino che è il prerequisito fondamentale per la costruzione di una qualsiasi Comunità sociale; diversamente, invece, si degenera in legami tra colleghi che nascono artificialmente, solo per una "appartenenza" comune a qualcosa e/o a qualcuno che soffoca il merito e il pluralismo andando ad inquinare troppo spesso, di fatto, anche e soprattutto i rapporti umani condizionandone il vissuto quotidiano.

Una Dirigenza imparziale, apolitica, terza, priva di "vicinanze" personali e libera da condizionamenti politico-sindacali in ciascuna delle Aree organizzative di Ateneo rappresenta il presupposto per ridare credibilità e slancio all’Ateneo. È condizione essenziale per garantire pari opportunità al personale tecnico-amministrativo, per valorizzarne i talenti e le competenze, per rafforzare il legame di fiducia con la Comunità accademica nel suo insieme non essendo solo una mera necessità normativa, pertanto, bensì soprattutto etico-morale nei confronti di tutta la Comunità. 

Or bene, come riportato dalla stampa, sono stati segnalati elementi di significative criticità relativi all’affidamento di incarichi dirigenziali mediante procedure scarsamente competitive, spesso concluse con un solo candidato, con cumulatività di incarichi ad interim e con gravi omissioni in materia di pubblicità e trasparenza degli atti, in particolare l'Area Risorse Umane: https://cronachesalerno.it/unisa-esposto-per-la-gestione-degli-incarichi-dirigenziali/

Nello specifico, l'applicazione reiterata dell’art. 19, comma 6, del D.Lgs. 165/2001 ha finito per trasformarsi da strumento eccezionale a regola consolidata, con effetti distorsivi rispetto ai principi di concorrenza, rotazione, alternanza e imparzialità; la concentrazione di più incarichi nelle mani di un unico Dirigente, solleva dubbi non solo di efficienza amministrativa, ma anche di possibile aggravio di costi per l’Ateneo e, in ultima analisi, di potenziale danno erariale.

A sostegno di quanto sopra, la recentissima sentenza della Corte di Cassazione, sez. Lavoro, n. 27189 del 10.10.2025 ha chiarito reiteratamente e definitivamente la natura eccezionale e non rinnovabile degli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi dell’art. 19, comma 6, del D.Lgs. 165/2001: la Suprema Corte ha stabilito, infatti, che tali incarichi non possono essere reiterati oltre i limiti, neppure mediante l’attribuzione di funzioni diverse ma afferenti all’ordinaria attività dell’Ente, ribadendo il principio costituzionale dell'accesso mediante concorso pubblico e il divieto di utilizzo distorto di tale norma per esigenze permanenti.

Tale pronuncia conferma pienamente la necessità, richiamata in questa lettera e nell'esposto di cui al succitato articolo di stampa, di porre fine all'abuso di incarichi temporanei e di ripristinare criteri di trasparenza, rotazione e imparzialità nella dirigenza dell’Ateneo e della Fondazione UNISA di cui si scriverà più in avanti.

Si evidenzia come l'Area interessata sia sempre quella delle Risorse Umane, un'entità organizzativa assolutamente strategica in quanto gestisce le carriere sia del Personale T.A. nonché del Personale Docente/Ricercatore, un'Area nella quale, a riprova della nevralgicità istituzionale, si registrano reiteramente da decenni ormai, come noto, significative distorsive concentrazioni sindacali da parte della sigla dominante in Ateneo come in parte già delineato nella nostra comunicazione del 11.09.25 riferita al CRAL; le medesime, è giusto ricordarlo nuovamente, che hanno cercato di influenzare finanche le ultime elezioni rettorali, come ampiamente risaputo, pure risaltate da comunicazioni interne oltre che dalla stampa che ha riferito circa una denuncia rivolta al Prefetto di Salerno https://www.agendapolitica.it/elezioni-unisa-la-cisl-ha-paura-del-voto-cartaceo-il-sindacato-vuole-cambiare-le-regole-del-voto/

In connessione, appare meritorio citare anche la Fondazione UNISA: da oltre quindici anni, infatti, siedono nel Consiglio di Amministrazione della medesima sempre le stesse unità di personale tecnico-amministrative, dirigenti sindacali/rappresentanti della sigla maggioritaria in Ateneo considerando pure che la Direzione Generale della Fondazione è affidata da circa un decennio proprio allo stesso Dirigente già oggetto di attenzione mediatica e istituzionale.

Tale continuità, priva di rotazione e criteri di rinnovamento, ha consolidato un modello chiuso e autoreferenziale, contrario ai principi di pluralismo, merito e trasparenza, trasformando la Fondazione da strumento di supporto alla crescita universitaria in un meccanismo funzionale a logiche politico-elettorali a mo' di "porta girevole".

Si auspica pertanto una svolta radicale nella governance della Fondazione - a partire dal Presidente e dal CdA - fondata su trasparenza, rotazione e selezioni pubbliche, così da restituirle la piena funzione di laboratorio ovvero "cantera" di innovazione e motore di sviluppo per l’Ateneo e il territorio.

Precisiamo che noi non abbiamo nulla di personale contro le colleghe ed i colleghi del PTA afferenti alle Strutture dell'Area Risorse Umane ovvero che siedono nel CdA della Fondazione né, tantomeno, nei confronti dell'attuale Dirigenza rispettando le professionalità di ognuno facendone noi, pertanto, una questione puramente di merito. 

L'imminente avvio del nuovo mandato Rettorale, con nomina di una nuova figura Dirigenziale apicale - proveniente dall'esterno non incardinata nell'organico di Ateneo - prevista a brevissimo come da recente selezione pubblica, offre un’occasione storica per imprimere una svolta convergente nell'auspicio sia di rinnovare profondamente la Dirigenza, aprendo la strada a concorsi realmente pubblici, competitivi e trasparenti nonché l'augurio, finalmente, affinché possa essere il primo vero atto di rottura netta con il passato, un atto di lungimiranza e responsabilità aprendo una nuova stagione di governance amministrativa a mo' di "azionariato diffuso" in cui la rotazione e il ricambio degli incarichi siano percepiti come garanzia di salute istituzionale, di rinnovata energia e di reale equità. 

Scegliere la via del cambiamento significa anche trasmettere un messaggio valoriale infinitamente potentissimo: l’Università di Salerno intende porsi come modello di trasparenza, merito e rigore di livello nord europeo e di precisione a livello giapponese non solo sul piano della Ricerca e della Didattica, ma anche nell’organizzazione e nella gestione delle Risorse Umane, quale inestimabile patrimonio di qualsiasi Organizzazione.

A pochissimi giorni dall'inizio ufficiale della nuova legislatura rettorale, desideriamo congedarci richiamando un brano che, pur nella sua apparente semplicità, racchiude un messaggio profondo: abbiamo scelto Dreams dei Cranberries perché parla della forza dei sogni e della speranza come motore di cambiamento, della capacità di immaginare una realtà diversa e migliore anche quando tutto sembra cristallizzato. La cantante, Dolores O'Riordan, ha raccontato che la canzone nasceva dal suo primo amore, da quella purezza di sentimenti che ci fa credere che tutto sia possibile.

Ed è proprio di questo che parliamo: dell'amore genuino per la propria Comunità, di quella dedizione che ci spinge a desiderare il meglio per l'Istituzione che serviamo ogni giorno, come in un primo amore che non conosce cinismo né rassegnazione. È esattamente questo spirito che muove costantemente l'operato del nostro Gruppo, la convinzione che un'Università fondata su trasparenza, merito e imparzialità non sia un'utopia irraggiungibile, ma un sogno concreto che chiede solo il coraggio di essere realizzato.

Come quel brano ci ricorda, i sogni non sono evasione dalla realtà, ma il primo, necessario passo per trasformarla. E questo Ateneo merita di sognare e costruire un futuro all'altezza della propria storia e della propria Comunità affinché il nostro Ateneo diventi, finalmente, l'Università dei Sogni: https://www.youtube.com/watch?v=6H9XkqlBQ0c&list=RD6H9XkqlBQ0c&start_radio=1

Un Gruppo di dipendenti UNISA