proposta costituzione "Ambasciatori" del PTA

29 settembre 2025

Al Triumvirato rettorale,
e p.c. al Personale T.A.,

l’Università vive e cresce grazie all’armonia dei suoi due grandi polmoni: la dimensione accademica, con la missione di ricerca, didattica e terza missione, e la dimensione amministrativa, fatta del lavoro silenzioso, competente e instancabile del personale tecnico-amministrativo. È nell’incontro di queste due dimensioni che un Ateneo diventa comunità viva, capace di futuro.

Se i Delegati del Rettore incarnano la spinta scientifica e culturale, crediamo che sia giunto il tempo di dare voce anche al PTA attraverso una nuova esperienza: la nascita di un network di "Ambasciatori" del Personale Tecnico-Amministrativo, figure chiamate a rappresentare non posizioni gerarchiche, ma sensibilità, competenze e motivazioni su temi specifici della vita amministrativa.

Si tratterebbe di colleghe e colleghi scelti tra il PTA non per incarichi già detenuti né per funzioni apicali, ma per disponibilità, apertura e desiderio di contribuire. Figure che, pur restando parte integrante delle proprie Strutture, assumerebbero un ruolo di riferimento e di stimolo in ambiti cruciali: assicurazione qualità, transizione digitale, gestione documentale, archivi, biblioteche, innovazione organizzativa, welfare lavorativo, supporto alla didattica e alla ricerca, servizi agli studenti, internazionalizzazione ovvero campi fondamentalmente speculari alle rispettive deleghe rettorali.

Questi Delegati/Referenti del PTA non nascerebbero per sostituire responsabili o dirigenti, né per duplicarne funzioni ovvero per cooptazioni politico-sindacali, ma per costituire un piano orizzontale di partecipazione: una vera e propria "comunità di pratiche" che favorisca lo scambio di esperienze, l’incontro tra uffici diversi, la visione globale dell’Ateneo. Non vi sarebbero vantaggi economici né progressioni di carriera: l’unico beneficio sarebbe la crescita personale e professionale dei partecipanti e, soprattutto, la crescita collettiva dell’organizzazione.

Attraverso rotazioni periodiche, candidature volontarie e percorsi formativi mirati, questo network darebbe vita a un laboratorio inclusivo e dinamico, in cui ciascun Delegato del PTA impara a guardare oltre i confini della propria mansione, acquisendo una consapevolezza più ampia del funzionamento complessivo dell’Ateneo; una sorta di vero e proprio "erasmus inter-Struttura" interno ad UNISA. In tal modo si formerebbe una generazione nuova di personale: più interdisciplinare, più motivato, più capace di collaborare.

La ricaduta sarebbe duplice. Da un lato, un più forte senso di appartenenza, perché chi conosce a fondo la complessità dell’Ateneo impara anche ad amarlo e a sentirlo come proprio. Dall’altro, una reputazione esterna rafforzata: l’Università di Salerno si affermerebbe come modello nazionale di amministrazione partecipata, capace di coinvolgere non solo docenti e studenti, ma anche il PTA come protagonista consapevole della crescita istituzionale.

Questa proposta non intende creare ridondanze di nessun tipo; al contrario, vuole rappresentare un terreno neutro e costruttivo, dove il PTA possa esprimere energie, idee e soluzioni a beneficio comune, in spirito di servizio verso l’intera comunità universitaria.

Si tratterebbe di un gesto culturale, oltre che organizzativo: scegliere di credere nel valore delle persone, scegliere di dare loro spazi di responsabilità non solo operativa ma anche progettuale, scegliere di scrivere una pagina nuova in cui il personale tecnico-amministrativo non è mero esecutore, ma parte viva e attiva della missione universitaria.

Con questo spirito sottoponiamo questa proposta, certi che possa essere accolta con attenzione e apertura, come un’opportunità concreta per fare dell’Università di Salerno un Ateneo innovativo, inclusivo e capace di mettere davvero le persone al centro.

Un gruppo di dipendenti UNISA