Rapporto ANVUR 2025, PIAO 2026-2028 e rafforzamento strutturale del coinvolgimento del PTA
Al Rettore,
Al Direttore Generale,
e p.c. Al Personale T.A.,
il recentissimo rapporto di accreditamento periodico ANVUR 2025 sull’Università di Salerno restituisce, nel suo complesso, più immagini: da un lato, un Ateneo che esprime punte di eccellenza attribuite ad alcuni Corsi di Studio, testimoniando la qualità della progettazione didattica di alcune Strutture in grado di tradurre in pratica i principi del miglioramento continuo; questo patrimonio rappresenta una base importante su cui costruire la fase successiva di sviluppo istituzionale.
Proprio per questo, d'altro canto, appare altrettanto rilevante soffermarsi con attenzione sulle criticità che il Rapporto ANVUR evidenzia in modo trasversale e non marginale. Tra queste, una emerge con particolare chiarezza e ricorrenza: il coinvolgimento ancora parziale e poco strutturato degli stakeholder interni, e in particolare del personale tecnico-amministrativo, nei processi di ascolto, valutazione e miglioramento organizzativo. Non si tratta di una carenza episodica o settoriale, ma di un nodo sistemico che interessa la governance, la pianificazione, il ciclo della performance e la capacità complessiva dell’Ateneo di apprendere da sé stesso.
Il Rapporto segnala che i meccanismi di partecipazione e consultazione risultano spesso formali, non sempre supportati da evidenze di efficacia e debolmente raccordati alle decisioni e alle azioni correttive. In altri termini, l’ascolto fatica a tradursi in apprendimento organizzativo visibile. Questa osservazione assume un peso ancora maggiore se letta alla luce del ruolo che il personale tecnico-amministrativo svolge quotidianamente: non solo come struttura di supporto, ma come vero e proprio presidio di continuità, competenza procedurale e memoria istituzionale dell’Ateneo.
Il tema del PTA va inoltre inquadrato con realismo anche sotto il profilo quantitativo e strutturale. Il Rapporto ANVUR richiama la consistenza del personale come fattore di attenzione, pur in un contesto nel quale il Collegio dei Revisori dei Conti ha evidenziato come la dinamica dei costi sia maggiormente influenzata dalle componenti docente e ricercatore. È noto che il dibattito sui punti organico e sui disequilibri storici tra le diverse componenti del sistema universitario ha radici profonde atavicamente. Tuttavia, proprio questa complessità rende ancora più necessario valorizzare pienamente il PTA esistente, mettendolo nelle condizioni di contribuire in modo strutturato, consapevole e riconosciuto ai processi decisionali e di miglioramento.
In questo quadro si colloca il novellato PIAO 2026-2028 dell’Ateneo, che dichiara obiettivi importanti in termini di performance, digitalizzazione, semplificazione e valorizzazione delle competenze. Tuttavia, il raccordo sostanziale tra enunciazione degli obiettivi e strumenti concreti di coinvolgimento del personale risulta ancora parziale. Il personale tecnico-amministrativo è spesso considerato destinatario di politiche e azioni, ma più raramente soggetto attivo di consultazione permanente e strutturata.
È proprio in questo spazio che si apre, a nostro avviso, una delle principali opportunità di rafforzamento dell’intera macchina amministrativa. L’assenza di canali stabili, trasparenti e tracciabili di partecipazione interna, rischia di depotenziare strumenti che, sulla carta, sono correttamente previsti. Da questa riflessione nasce la proposta di istituire un vero e proprio framework permanente di ascolto e partecipazione del PTA, distinto e autonomo rispetto ai meccanismi dell’AQ e del Presidio della Qualità, e quindi non valutativo ma organizzativo.
I pilastri metodologici di un simile sistema sono chiari e allineati alle migliori pratiche di participatory governance e open organization:
1. Consultazione pubblica interna continua (non episodica);
2. Proposte anonime/pseudoanonime verso i "pari" (il PTA) ma identificate verso l’Amministrazione;
3. Tracciabilità dell’iter (ricevuta → istruttoria → decisione → esito);
4. Separazione netta da AQ/PQA (strumento organizzativo, non valutativo).
Un tale impianto consentirebbe di trasformare l’ascolto in dato, il dato in conoscenza e la conoscenza in miglioramento organizzativo verificabile, pertanto una vera e propria business intelligence organizzativa.
Le tecnologie e le soluzioni operative per rendere concreto questo approccio sono oggi mature e disponibili. Esistono piattaforme open source di consultazione e proposta già adottate da Amministrazioni Pubbliche e Università, strumenti low-code e no-code integrabili con gli ecosistemi informativi esistenti, nonché soluzioni evolute che sfruttano l’intelligenza artificiale in modo governato per analizzare, aggregare e restituire valore alle proposte emerse. Ciò che fa la differenza non è il singolo software, ma la scelta di dotarsi di un dispositivo stabile, riconosciuto e presidiato, capace di produrre evidenze utili anche ai fini del ciclo della performance e delle future valutazioni ANVUR.
In questa prospettiva si inserisce anche la proposta, formulata con la nostra recente lettera del 26 gennaio 2026 di un chatbot istituzionale esposto pubblicamente sul portale web di Ateneo basato su architettura di intelligenza artificiale di tipo R.A.G., concepito come strumento di supporto alla didattica e di alleggerimento del carico informativo sugli uffici. Una simile soluzione non rappresenterebbe solo un servizio agli studenti, ma anche un investimento diretto sulla qualità del lavoro del PTA, sulla riduzione delle richieste ripetitive e sulla costruzione di conoscenza organizzativa a partire dalle interazioni reali con l’utenza.
Analogamente, la riflessione avviata con la lettera del 13 ottobre 2025 sulla trasparenza anonimizzata dei punteggi di performance, si colloca pienamente nel solco del PIAO e risponde all’esigenza, evidenziata anche da ANVUR, di rafforzare la percezione di equità, coerenza e legittimazione dei sistemi valutativi.
Nel loro insieme, queste proposte chiedono un’evoluzione paradigmatica coerente dell’impianto già esistente; esse mirano a rendere effettivi, misurabili e comunicabili quegli obiettivi di partecipazione, miglioramento e valorizzazione del personale che il Rapporto ANVUR 2025 e il PIAO 2026-2028 indicano come necessari.
Rafforzare il coinvolgimento strutturale del PTA significa, in ultima analisi, rafforzare la capacità dell’Ateneo di funzionare come sistema integrato, resiliente e orientato al miglioramento continuo.
In questo percorso di rafforzamento e rinnovamento, appare altresì opportuno avviare una riflessione serena e rispettosa sull’evoluzione degli Organi che presidiano i sistemi di Assicurazione della Qualità e di valutazione interna.
Or bene, il Presidio della Qualità di Ateneo e il Nucleo di Valutazione hanno svolto negli anni un ruolo rilevante e complesso, mettendo a disposizione competenze, professionalità ed esperienza che meritano rispetto. Proprio per questo, si ritiene che la nuova fase istituzionale avviata con la rinnovata Governance rettorale possa trarre beneficio anche da una rinnovazione complessiva della composizione di tali organi, nel pieno rispetto della continuità del personale tecnico-amministrativo di supporto che rappresenta un presidio essenziale di competenza e memoria organizzativa.
Una rinnovazione in tal senso non risponderebbe a logiche di mera discontinuità personale, bensì all’esigenza fisiologica, richiamata anche nelle migliori pratiche di governance pubblica, di favorire pluralità di sguardi, approcci metodologici e sensibilità interpretative, in particolare in una fase in cui il Rapporto ANVUR 2025 evidenzia la necessità di rafforzare l’efficacia sostanziale dei processi di ascolto, partecipazione e miglioramento. L’allineamento tra una nuova visione strategica di Ateneo, il PIAO 2026-2028 e Organi di valutazione rinnovati nella loro composizione potrebbe contribuire a rendere ancora più incisivo il passaggio dalla misurazione alla reale capacità di apprendimento organizzativo, rafforzando la legittimazione interna dei sistemi di qualità e valutazione agli occhi di tutta la nostra Comunità universitaria, e in particolare del personale tecnico-amministrativo.
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