proposta di istituzione 1° ciclo "UNISA Academy": percorso formativo avanzato per il personale tecnico-amministrativo

12 gennaio 2026

Alla Governance Rettorale,
Al Direttore Generale,
e p.c. Al Personale T.A.,

si sottopone una proposta che nasce dalla volontà di contribuire attivamente alla costruzione della nuova comunità UniSa 4.0, in piena sintonia con l'avvio del mandato del nuovo Direttore Generale e della rinnovata Governance Rettorale; si tratta di un'iniziativa che aspira a coniugare l'eccellenza formativa con lo sviluppo professionale del personale tecnico-amministrativo, nell'ottica di un investimento strategico sul capitale umano della nostra Istituzione.

L'idea centrale che desideriamo condividere è quella di istituire una "UniSa Academy", un corso-concorso interno modellato sulle migliori best practice nazionali, in particolare sul modello della Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione e sui concorsi di eccellenza come quelli della Corte dei Conti. Non si tratterebbe semplicemente di un ulteriore percorso formativo, ma di un vero e proprio laboratorio di crescita professionale e umana, concepito per coltivare i talenti interni e rafforzare quel senso di appartenenza istituzionale che rappresenta la linfa vitale di ogni Organizzazione che aspiri all'eccellenza.

Il percorso che immaginiamo si articolerebbe su sette profili professionali, corrispondenti alle attuali Aree organizzative dell'Ateneo, dall'Area del Supporto strategico e gestionale a quella delle Biblioteche, passando per gli Affari generali e legali, la Didattica e Ricerca, le Risorse Umane, quelle Economiche e Finanziarie, fino alle Risorse Strumentali, Sicurezza e Ambiente. Ogni collega interessato potrebbe candidarsi per un massimo di due profili, manifestando così la propria disponibilità ad ampliare le proprie competenze in un'ottica di crescita trasversale.

La partecipazione sarebbe aperta a operatori, collaboratori e funzionari; il processo selettivo che proponiamo si fonderebbe su criteri di merito oggettivi e trasparenti, articolandosi in due fasi complementari che valorizzerebbero tanto le competenze teoriche quanto quelle pratiche e relazionali.

La prima fase consisterebbe in una prova preselettiva a risposte multiple, capace di esplorare trasversalmente tre ambiti fondamentali per la Pubblica Amministrazione contemporanea. Da un lato, le tematiche caratterizzanti le discipline dell'amministrazione e dell'organizzazione, che costituiscono il patrimonio di conoscenze fondamentali per chi opera nelle nostre Strutture. Dall'altro, le competenze avanzate in materia di transizione digitale, ormai imprescindibili in una PA che voglia definirsi moderna ed europea. Infine, test situazionali e assessment center condotti in piccoli gruppi, che permetterebbero di valutare le soft skills, la capacità di lavorare in team e di affrontare situazioni complesse con creatività e spirito collaborativo.

Chi supererà questa prima prova, fino a un massimo di dieci candidati per ciascun profilo, accederà al cuore dell'Academy: sei mesi di formazione intensiva che rappresenterebbero un'esperienza trasformativa sia sul piano professionale che su quello umano. Durante questo periodo, i partecipanti avrebbero l'opportunità di fare formazione on the job presso le Strutture afferenti alle Aree di riferimento, affiancando Responsabili di Struttura e Dirigenti in un percorso di apprendimento esperienziale che nessuna aula formativa tradizionale potrebbe offrire. Si tratterebbe di un'immersione profonda nella vita organizzativa dell'Ateneo, un modo per comprendere davvero come funzionano i diversi ingranaggi della nostra macchina amministrativa e come questi si integrano in una visione d'insieme coerente e funzionale.

Al termine di questo percorso, una prova scritta conclusiva specifica per il/i profilo/i scelto/i e attività di business game o serious game permetterebbero ai partecipanti di dimostrare quanto appreso e di riflettere criticamente sul proprio percorso di crescita. La graduatoria finale che ne emergerebbe servirebbe a riconoscere i diversi livelli di eccellenza raggiunti attraverso un sistema premiale articolato e inclusivo: uno sconto dal 50% al 100% sui contributi e tasse universitarie per corsi di laurea triennali, magistrali e master dell'Università di Salerno, applicabile per l'intera durata legale dei corsi di studio + 2 anni non cumulabile con altre agevolazioni previste dall'Ateneo e/o altri incentivi governativi.
Tutti i partecipanti riceverebbero inoltre un attestato-ricordo che certificherebbe l'impegno profuso e le competenze acquisite.

Desideriamo sottolineare con particolare enfasi un aspetto che riteniamo fondamentale dal punto di vista dell'equità e della coesione del gruppo di lavoro. L'Academy non si porrebbe in alcun modo in sovrapposizione o in concorrenza con i tradizionali percorsi di progressione di carriera né darebbe automaticamente diritto a incarichi retribuiti o privilegi nelle richieste di riassegnazione tra Strutture. Il principio della "parità delle armi" tra chi partecipa e chi non partecipa sarebbe rigorosamente rispettato, preservando l'equilibrio interno e garantendo che questa iniziativa si configuri come un'opportunità aggiuntiva e non come un elemento di divisione o di ingiustizia percepita. L'Amministrazione, naturalmente, potrebbe comunque tenere conto di questo percorso formativo nelle proprie valutazioni complessive, come è fisiologico che accada per ogni attività di sviluppo professionale, ma senza automatismi che potrebbero generare aspettative non realizzabili o disparità non giustificate.

Allo stesso modo, l'Academy non sostituirebbe le 40 ore di formazione ministeriale obbligatoria - che verrebbero comunque assolte durante il percorso - né si sovrapporrebbe ad altri percorsi formativi esistenti, ma si integrerebbe in un sistema formativo complessivo più ricco e articolato. L'obiettivo non è quello di creare corsie preferenziali o élite interne, ma di offrire un'opportunità di crescita a chi desidera investire su se stesso e sull'Istituzione con spirito di servizio e dedizione.

Un aspetto che ci sta particolarmente a cuore è quello dell'inclusività e dell'accessibilità. Durante la frequentazione dell'Academy, ai partecipanti verrebbe assegnato un ordine di servizio a tempo definito che regolerebbe il tempo da dedicare al percorso formativo rispetto alle attività ordinarie nella Struttura di afferenza. Ove possibile, si ricorrerebbe anche a modalità di partecipazione a distanza, nel pieno rispetto di coloro che versano in situazioni di particolare disagio o necessità, come chi usufruisce del lavoro flessibile, della legge 104, della legge 106 o si trova in condizioni di disabilità. Democratizzare l'accesso e la frequentazione dell'Academy significa garantire che nessuno debba rinunciare a questa opportunità per ragioni che esulano dalla propria volontà o dal proprio merito.

Per coloro che non dovessero superare la fase preselettiva, abbiamo immaginato un meccanismo di seconda opportunità che testimonia la nostra convinzione che il percorso di crescita professionale debba essere vissuto come un cammino in cui anche gli insuccessi temporanei possono diventare occasioni di apprendimento: chi non accederà alla seconda fase del 1° ciclo dell'Academy sarà qualificato di diritto per la seconda fase del successivo 2° ciclo, in quota parte e sulla base della graduatoria pregressa, permettendo così una rotazione che coinvolga progressivamente un numero sempre maggiore di colleghi e che garantisca a tutti coloro che lo desiderano l'opportunità di partecipare.

I criteri di preferenza a parità di punteggio che proponiamo seguono una logica di equità sociale e di valorizzazione del merito puro: si darebbe priorità a chi possiede titoli di studio inferiori, partendo dal diploma di scuola secondaria di secondo grado, poi all'età anagrafica inferiore, quindi a chi ha meno servizio in UniSa e infine a chi ha meno servizio complessivo nella Pubblica Amministrazione con una logica, pertanto, volutamente opposta alle tradizionali progressioni nelle Aree e tra le Aree. In caso di ulteriore parità, si procederebbe con un turno supplementare basato sulle "domande di rigore" estratte dal progetto governativo Syllabus, in un'ideale analogia con i calci di rigore che risolve con trasparenza e un pizzico di sportività anche le situazioni più complesse.

L'Academy che immaginiamo vuole essere innanzitutto un investimento sul futuro, tanto dei singoli dipendenti in termini di lifelong learning quanto dell'Amministrazione nel suo complesso. In un'epoca in cui le competenze invecchiano rapidamente e le sfide dell'innovazione tecnologica e organizzativa si fanno sempre più pressanti, investire sulla formazione continua significa investire sulla capacità dell'Istituzione di rispondere efficacemente alle mutevoli esigenze della Comunità accademica e del territorio.

Ma c'è di più: attraverso questo percorso condiviso, i circa 800 colleghi di questo Ateneo avrebbero l'opportunità di conoscersi meglio reciprocamente, superando quelle "intermediazioni" che talvolta frammentano la comunicazione interna e creando reti di relazioni professionali e umane che arricchirebbero il tessuto organizzativo dell'Ateneo. Il senso di appartenenza istituzionale, quel sentimento di orgoglio e di identificazione con i valori e la missione di UniSa, uscirebbe rafforzato da un'esperienza formativa vissuta insieme, nella condivisione di obiettivi comuni e di sfide affrontate collettivamente.

Per l'Università di Salerno, l'Academy rappresenterebbe un'occasione straordinaria per trasmettere un'immagine di freschezza, modernità e innovazione, proiettando l'Ateneo verso quel modello di Pubblica Amministrazione europea 4.0 che costituisce l'orizzonte di riferimento per tutte le Istituzioni che aspirano all'eccellenza. Essere pionieri a livello nazionale nell'implementazione di un modello formativo così ambizioso potrebbe trasformare UniSa in un case study di interesse per altre Pubbliche Amministrazioni, generando un effetto di reputazione positivo che si rifletterebbe sugli indicatori ANVUR e sui ranking nazionali e internazionali. Dal punto di vista del marketing istituzionale, un'iniziativa di questo tipo testimonierebbe concretamente l'attenzione dell'Ateneo per la valorizzazione delle risorse umane e per la costruzione di una Comunità universitaria coesa e orientata alla crescita continua.

Un aspetto che ci sembra importante evidenziare è che l'Academy, pur nella sua ambizione e nella sua articolazione, non comporterebbe costi aggiuntivi significativi per l'Amministrazione, configurandosi piuttosto come una riorganizzazione intelligente delle risorse formative e organizzative già disponibili, perfettamente in linea con il Piano Strategico di Ateneo, il PIAO e i programmi della nuova Governance Rettorale: si tratterebbe essenzialmente di valorizzare e sistematizzare pratiche e opportunità già esistenti, strutturandole in un percorso organico e riconoscibile che ne amplifichi l'impatto formativo e motivazionale.

Siamo convinti che i tempi siano maturi per un'iniziativa di questa portata e che l'avvio del nuovo mandato direzionale e della rinnovata Governance Rettorale rappresenti il momento ideale per dare vita a progetti ambiziosi e innovativi. Il cambiamento, del resto, si costruisce attraverso visioni coraggiose e attraverso la disponibilità di tutti gli Attori coinvolti a mettersi in gioco, a sperimentare modalità nuove e a investire con fiducia sul potenziale di crescita della propria Organizzazione.

L'auspicio è che questa proposta possa essere accolta come contributo sincero al miglioramento della nostra Istituzione e come espressione di quella passione per il servizio pubblico che dovrebbe animare tutti coloro che hanno il privilegio di lavorare per una grande Università.

Un Gruppo di dipendenti