Trasparenza, rotazione e tracciabilità delle attività retribuite di vigilanza e supporto – richiesta di intervento strutturale
Al Rettore,
Al Prorettore,
Al Delegato del Rettore alla Trasparenza,
Al Direttore Generale,
Al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza,
si richiama la nostra comunicazione del 28 luglio 2025 avente a oggetto la trasparenza nelle selezioni per attività retribuite di vigilanza e supporto.
In quella comunicazione veniva positivamente registrato il ricorso a suo tempo, almeno per alcune attività, a manifestazioni di interesse pubblicate mediante GECO e sull’Albo di Ateneo, in sostituzione delle precedenti modalità fondate prevalentemente su chiamate dirette e individuazioni non pubblicamente verificabili.
La stessa comunicazione evidenziava, tuttavia, una carenza strutturale rimasta irrisolta: la mancata pubblicazione degli esiti delle selezioni, dei nominativi del personale effettivamente individuato, del numero delle assegnazioni ricevute e dello storico necessario a verificare l’applicazione di criteri di rotazione ed equa distribuzione delle opportunità.
Or bene, a distanza di tempo, oltre al permanere di tale carenza, si rileva il progressivo ritorno a modalità di individuazione diretta del personale, prive di preventiva pubblicità e di criteri conoscibili.
Il riferimento riguarda, a titolo esemplificativo:
- le attività di vigilanza e supporto nei concorsi pubblici e nelle altre procedure selettive;
- le prove di ammissione, gli esami di Stato, i corsi informatici e le scuole di specializzazione;
- le commissioni e le attività di supporto relative alle elezioni degli Organi collegiali;
- le attività amministrative accessorie;
- il supporto tecnico-informatico incaricato alla gestione delle procedure digitali.
Restano naturalmente ferme le specifiche modalità di composizione e individuazione previste direttamente dalla legge o da altre fonti vincolanti per particolari procedimenti, comprese le procedure relative alle rappresentanze.
Il ritorno a chiamate personali o designazioni non tracciabili costituisce un significativo arretramento rispetto al percorso di formalizzazione a suo tempo avviato dall’Ateneo. Non può essere ordinariamente giustificato con l’urgenza, con la presenza di eventi straordinari o con esigenze organizzative contingenti.
Anche per attività da predisporre in tempi ristretti è tecnicamente possibile utilizzare manifestazioni di interesse semplificate, elenchi preventivamente costituiti, sistemi informatizzati di estrazione e criteri di rotazione che tengano conto delle precedenti assegnazioni, delle competenze necessarie e dell’effettiva disponibilità del personale.
La questione non riguarda esclusivamente la distribuzione dei compensi.
La partecipazione a tali attività consente di maturare esperienze ulteriori rispetto a quelle ordinariamente svolte, conoscere altri ambiti dell’organizzazione universitaria, collaborare con personale appartenente a Strutture diverse e acquisire competenze che possono assumere rilievo nelle successive procedure di progressione professionale, nell’affidamento di incarichi e nella valutazione delle esperienze lavorative.
L’assenza di procedure aperte e di effettiva rotazione determina pertanto una possibile disparità tanto nella distribuzione delle risorse economiche quanto nell’accesso alle occasioni professionali e formative.
Quando le attività sono retribuite mediante risorse dell’Ateneo, deve inoltre essere possibile verificare se i compensi e le opportunità siano distribuiti secondo criteri oggettivi oppure concentrati, anche ripetutamente, sulle medesime persone.
Per gli incarichi riconducibili all’art. 18 del D.Lgs. 33/2013, la normativa prevede la pubblicazione dell’elenco degli incarichi conferiti o autorizzati ai dipendenti, con indicazione della durata e del compenso. Per le ulteriori attività che l’Ateneo ritenga di non ricondurre formalmente a tale disposizione, permane comunque la necessità di assicurare adeguate forme di pubblicità interna, tracciabilità, imparzialità e verificabilità delle scelte.
L’eventuale interlocuzione con le organizzazioni sindacali non può sostituire l’adozione di criteri generali e formalizzati, né tradursi in segnalazioni nominative o forme informali di intermediazione nell’individuazione del personale. La funzione sindacale deve rimanere distinta dall’esercizio delle competenze amministrative e gestionali.
Alla luce di quanto esposto, si chiede che l’Ateneo adotti un sistema unico, permanente e verificabile che preveda:
1. la ricognizione dell’eventuale Albo o elenco generale del personale disponibile a svolgere attività di vigilanza, supporto amministrativo e supporto tecnico-informatico;
2. la pubblicazione dell’Albo almeno nell’area riservata al personale o su GECO, con indicazione della data dell’ultimo aggiornamento e delle tipologie di attività per le quali ciascun dipendente ha manifestato la propria disponibilità, analogamente a quanto già realizzano diverse Università, come, a titolo esemplificativo, la Federico II di Napoli;
3. l’aggiornamento dell’Albo, mediante manifestazione di interesse aperta a tutto il personale, con periodicità almeno semestrale;
4. la preventiva pubblicazione delle manifestazioni di interesse relative alle singole attività, salvo casi eccezionali specificamente motivati;
5. la definizione di criteri oggettivi di rotazione, sorteggio, competenza professionale, incompatibilità e riequilibrio rispetto alle precedenti assegnazioni;
6. la tracciabilità e verbalizzazione delle operazioni di selezione o sorteggio;
7. la pubblicazione, per ciascuna attività, dei nominativi del personale selezionato, della funzione attribuita, del periodo di svolgimento e dell’eventuale compenso, nei limiti e secondo le modalità previste dalla normativa applicabile;
8. la pubblicazione in “Amministrazione trasparente” dei dati relativi agli incarichi rientranti nell’art. 18 del D.Lgs. 33/2013;
9. la pubblicazione almeno nell’area riservata o su GECO degli esiti e delle assegnazioni relative alle ulteriori attività accessorie interne;
10. la predisposizione di uno storico delle assegnazioni che consenta di conoscere il numero e la tipologia delle attività attribuite a ciascun dipendente e di verificare l’effettiva applicazione della rotazione;
11. l’estensione del sistema alle attività amministrative, di vigilanza, di supporto, di assistenza tecnica e di responsabilità informatica;
12. l’inserimento di tali criteri in un regolamento generale di Ateneo, o comunque in un atto organizzativo vincolante richiamato nella sezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO;
13. l’individuazione formale della Struttura amministrativa responsabile della gestione dell’Albo, delle estrazioni, della pubblicazione degli esiti e del controllo sul rispetto della rotazione.
Non si richiede l’introduzione di procedure complesse o incompatibili con le esigenze operative dell’Ateneo. Si richiede l’adozione di un sistema semplice, uniforme, tempestivo e controllabile, che sostituisca definitivamente le designazioni personali e le prassi informali.
Una nota, in disparte.
Come noto, in questa mailinglist, sono presenti diversi Organi di informazione che noi riteniamo importanti e preziosi presìdi costituzionali essenziali del dibattito democratico, del pluralismo informativo e del controllo civico sulle Istituzioni pubbliche: desideriamo esprimere la nostra vicinanza ai familiari ed ai più stretti conoscenti di un noto giornalista sportivo salernitano, al quale recentemente è stata barbaramente tolta la vita; atto di inaudita viltà nei confronti di un serio e stimato professionista e di una persona per bene.
Un Gruppo di dipendenti de "La Voce del Campus"