proposta di pet welfare, pet working, pet therapy e inclusione in Ateneo basata su modelli di interazione uomo–animale
Alla Delegata del Rettore all'Inclusione,
Al Delegato del Rettore al Benessere e Counseling psicologico,
e p.c. al PTA,
alla luce delle esperienze maturate in diversi contesti universitari nazionali e internazionali, e prendendo spunto anche da buone pratiche già presenti nel nostro Ateneo, come l’asilo nido aziendale UNISA – esempio concreto di attenzione istituzionale al benessere della persona nella sua dimensione lavorativa e familiare – si propone una riflessione evolutiva e integrata sul tema del benessere organizzativo, dell’inclusione e del supporto psicologico, estendendo tali principi anche alla relazione uomo–animale, oggi sempre più riconosciuta in letteratura scientifica e nelle politiche di welfare avanzato.
Le esperienze dell’Università di Verona, dell’Università di Teramo, dell’Università Bocconi, IUAV di Venezia e dell’Università di Milano-Bicocca mostrano come sia possibile, in modo regolato e sostenibile, introdurre modelli organizzativi che contemplano la presenza degli animali in ambito universitario secondo tre direttrici principali: il benessere lavorativo del personale, il supporto psicologico agli studenti e l’inclusione delle persone con disabilità. Tali modelli, pur differenziati nelle modalità attuative, convergono nel riconoscere il valore dell’interazione uomo–animale quale leva di miglioramento del clima organizzativo, di riduzione dello stress e di promozione di ambienti più inclusivi e accoglienti.
In questa prospettiva, si propone di avviare una fase sperimentale presso la nostra Università che, nel rispetto delle normative vigenti, delle condizioni igienico-sanitarie e delle esigenze organizzative delle Strutture, consenta l’introduzione graduale e regolamentata della presenza di animali domestici negli ambienti di lavoro del personale tecnico-amministrativo, individuando spazi, tempi e condizioni compatibili con le attività istituzionali. Tale iniziativa, ispirata al modello già adottato dall’Università di Verona e dalla Milano-Bicocca, potrebbe contribuire in modo significativo al miglioramento del benessere lavorativo, alla riduzione dello stress e al rafforzamento del senso di appartenenza alla nostra Comunità accademica.
Parallelamente, si propone di valutare l’introduzione di programmi di pet therapy e di interventi assistiti con animali a supporto degli studenti, in particolare nei periodi di maggiore pressione emotiva, come le sessioni d’esame, in linea con l’esperienza dell’Università di Teramo. Tali iniziative, eventualmente integrate con i servizi già esistenti di counseling psicologico di Ateneo, potrebbero rappresentare un ulteriore strumento di prevenzione del disagio e di promozione del benessere psico-emotivo della popolazione studentesca, oltre che del personale in via generale.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda il pieno riconoscimento e la facilitazione dell’accesso ai cani di assistenza per persone con disabilità, sull’esempio dell’Università Bocconi, attraverso la definizione di procedure chiare, trasparenti e inclusive che garantiscano l’accesso a tutti gli spazi universitari compatibilmente con le esigenze didattiche e organizzative, nel rispetto dei diritti delle persone interessate.
In un’ottica complementare e innovativa, si propone inoltre di esplorare la possibilità di attivare convenzioni o accordi con piattaforme e startup specializzate in servizi di dogsitting e pet care, come Rover, Roofus o realtà analoghe, al fine di offrire al personale e agli studenti servizi accessori di supporto nella gestione degli animali durante l’orario lavorativo o accademico. Tali soluzioni, già diffuse in contesti urbani e aziendali evoluti, potrebbero rappresentare un ulteriore tassello di un ecosistema di welfare moderno, flessibile e attento alle esigenze reali delle persone.
La proposta qui delineata intende valorizzare e ampliare un percorso già avviato dall’Ateneo in tema di benessere e inclusione, adottando un approccio sperimentale, progressivo e basato su evidenze, capace di coniugare innovazione organizzativa, sostenibilità e attenzione alla persona; in tal senso, l’Università di Salerno potrebbe porsi come laboratorio avanzato di politiche di welfare accademico, in linea con le migliori esperienze nazionali e internazionali.
Un Gruppo di dipendenti UNISA